La guerra dei browser

Parlare di internet oggi significa in gran parte parlare di Browser. Seppure i sistemi p2p, client/server e mail/newsgroup/rss siano forte oggetto dei transiti nella rete, i browser ne sono ancora l'icona più forte nell'immaginario collettivo.

E parlare oggi di browser non significa solo citare il monopolio di Internet Explorer o l'avanzata interessante del progetto Mozilla (Firefox) o della alternativa Safari in ambiente Mac. Esistono parecchie interessanti proposte, ogniuna valida nel suo specifico campo, ma quasi tutte da provare e qualcuna da esaminare più in profondità, perchè l'evoluzione insegna che nulla è definitivo, e il concetto di migliore, in internet, può durare anche solo poche ore.

Il post è stato compilato tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006, quindi ad oggi alcune cose sono cambiate.

Internet Explorer 6

Nato come evoluzione del vincitore della sfida con Netscape, Internet Explorer 6 è stato costruito per dominare il mondo di internet in tutto e per tutto, senza false scuse, senza appelli.
Introdotto nel 2001 per la sola piattaforma Win (Windows 2000/XP), il browserone è costruito per essere una estensione del sistema operativo alla base, con il quale tra l'altro condivide la maggior parte del codice. L'applicazione "explorer.exe" costituisce il browsing tra l'albero gerarchico all'interno dell'OS, oltre che la navigazione in internet, alla quale somiglia molto. All'inizio il prodotto non era niente male: supporto XML, CSS (1.0), ASP e PHP, architettura stabile e una integrazione con il system tale da provvedere esso stesso agli aggiornamenti. Un prodotto ideale, che prende per mano l'utente e lo porta ovunque ("Dove vuoi andare oggi?" citava la pubblicità). Poi il tempo è passato, gli utenti sono diventati più bravi, più smaliziati, internet ha smesso di essere una chimera ed è diventata quasi come la TV: mentre Internet Explorer 6 dal 2001 non è cambiato di una virgola (ok, una virgola é cambiata, ma é una virgola molto piccola). E il mercato se n'è accorto.
Moltissimi piccoli programmatori indipendenti per vari motivi (fama, ego, prove, sfide, gioco) hanno cominciato a sfruttare le falle del programma per insinuare programmi maligni (virus, trojan, spyware) all'interno del sistema operativo (con il quale, come scritto sopra, IE ha un accesso speciale ed intimo). La sicurezza, così, è diventata il punto debole più sfruttato. In più, il resto del mondo informatico ha cominciato a progredire, sono arrivati i CSS 2 e 2.1, molto più sicuri e facili da usare della prima versione, sono arrivate funzioni standard come i Tabs (per integrare più siti in una finestra), le estensioni e gli skin per la grafica dell'interfaccia. Tutte cose che Internet Explorer 6 ha presuntuosamente ignorato. In più, benchè Microsoft sia parte del W3C e finanzi la ricerca per gli standard nel web, Internet Explorer 6 si avvale di tool proprietari (come ActiveX, ASP e ASP.Net) e "interpreti" a modo suo regole stabilite da un ente obbiettivo come appunto il W3C per i CSS. Il risultato è quello della presenza online di due standard, uno comune a tutti i browser e uno comune solo ad Internet Explorer. Una navigazione confusa per gli utenti, un grosso mal di testa per i programmatori, che devono trovare soluzioni comuni e rinunciare a particolarità allettanti e facili da realizzare.
Ma evidentemente il netto predominio, arrivato anche sopra il 90% dei naviganti, ha permesso a Microsoft di dormire sugli allori e non preoccuparsi più di tanto: il fatto più importante era che la concorrenza praticamente non esisteva. La soluzione alternativa più valida era Opera, prodotto a pagamento e non preinstallato, due fattori che bastavano per continuare indisturbati un marketing basato sul monopolio. La recente comparsa di Firefox e la conseguente discesa sotto la percentuale psicologica del 90% proprio a vantaggio della volpe ha preoccupato i vertici MS, che hanno annunciato la versione 7 del browser anche per WindowsXP e non solo per il futuro Longhorn come nei piani.

IE 5 e Netscape 4

Parlare ora di un progetto software datato 19XX sembra come trattare di Archeologia: eppure una nutrita serie di navigatori ancora è affezzionata ad una generazione di software datato come, appunto, Internet Explorer (5) e Netscape (4).
L'utente medio non aggiorna il proprio software con facilità: questo è un dato di fatto, spinto dalle considerazioni, condivise, che le case madri non rilasciano spesso software sufficentemente testato, e la paura di non ritrovarsi lo stesso ambiente lavorativo acquisto dopo anni di uso, fa paura. E' questa la principale ragione del perchè Internet Explorer 5 è ancora installato e usato su molte macchine, nonostante in ambiente Windows esista da tempo una versione 6 e in ambiente Mac siano presenti alternative più che soddisfacenti come Safari e Camino. Per quanto riguarda il discorso Netscape, la versione 4 (o 4.8) è stata l'ultima costruitoa con una struttura proprietaria, prima dell'avvento del progetto Mozilla. Il cambiamento successivo ha portato ovviamente delle ritorsioni, soprattutto per quegli applicativi scritti appositamente per questo motore (e data la supremazia dell'epoca di Netscape, non sono pochi). Molti sviluppatori hanno aggiornato il software o il proprio HTML, alcuni no.
Data la libertà di scelta, non è possibile dire che adottare un browser datato sia una scelta sbagliata, sarebbe un termine troppo forte (in ambiente Mac Internet Explorer 5.2 è tutt'ora l'ultima versione del pacchetto). E' però vero che le evidenti lacune lamentate nei pacchetti, soprattutto dal punto di vista del supporto dei CSS, pieno di bug nel browser Microsoft, quasi totalmente assente in quello di AOL, che è il motivo principale della fatica nella presa di posizione di questa struttura nel web. Chiunque abbia la possibilità può provare questo stesso sito con browser diversi e notare da solo le (minime) differenze estetiche. In particolare, con Netscape questo sito perde quasi completametne la sua impronta per sembrare un mero codice apparentemente senza carattere.
La scelta che ho effettuato verso Netscape 4 è stata di ignorare l'esistenza del browser, un po perchè dalle statistiche non risulta presente, un po perchè così facendo posso sfruttare appieno le caratteristiche di accessibilità come lo style switching. Chiudo consigliando agli utenti di questi due browser di valutare il passaggio ad un prodotto più moderno (Safari, Firefox, Opera, Camino, Omniweb) o, se impossibilitati, a perdonare alcune pecche presenti e di farmele notare tramite i commenti posti qui sotto.

Mozilla, Firefox e Netscape (Download)

C'era una volta un browser capace di creare un mercato, oltre che di dominarlo: Netscape Navigator. Browser, client mail, editor HTML: un pacchetto completo a pagamento che non si preoccupò di una virgola quando MS introdusse Internet Explorer, gratuitamente, integrandolo nel sistema operativo. Un peccato che gli costò tutto.
Il tracollo della percentuale di utilizzo era cosa nota quando AOL (America On Line) decise di acquistare il pacchetto intero Netscape e di renderlo pubblico, affinchè la comunità Open Source lo usasse per creare un vero e proprio concorrente per Internet Explorer. Nacque il progetto Mozilla, programma dal codice aperto, in continua evoluzione, fatto dagli utenti per gli utenti, quindi gratuito. Il motore di rendering, chiamato Geko, è attualmente il più veloce e performante in internet. Mozilla può contare su di una struttura aperta, su plug-in, estensioni, skin per aumentare la produttività o la compatibilità, ha un forum dedicato e un programma di aggiornamenti sensibile al periodo. In più, è sicuro perchè è fatto proprio dagli utenti potenzialmente più pericolosi, a beneficio degli altri utenti, senza alcuno scopo di lucro.
Da Mozilla nascono due branchie, Netscape 6, poi Netscape 7: la reincarnazione del vecchio nome per gli affezionati, ma è tutto e per tutto il browser Mozilla, con meno aggiornamenti e con bookmark programmati per un pubblico commerciale. L'altro progetto si chiama Phoenix, poi ribatezzato Firebirth per motivi di copyright e poi ancora Firefox per gli stessi motivi. Quest'ultimo si rivela il vero attaccante della squadra: privo del client mail e dell'editor HTML (e di altre piccole funzioni minori) Firefox è un prodotto semplice, leggero, che fa solo il browser, ma lo fa in maniera perfetta. Il motore Geko, lo stesso di Mozilla, renderizza la quasi totalità dei siti, anche quelli apparentemente compatibili solo con Internet Explorer. In più Tabs, Skin, estensioni, il tutto gratuito e fruibile da chiunque e da qualsiasi sistema operativo.
Nel 2004 la versione 1.0 di Firefox viene annunciata non solo nei più importanti siti di informatica, ma diviene una vera e propria moda, in particolare nel mondo PC che d'un tratto si accorge di essere legato ad una struttura palesemente non al passo con i tempi e vede in Firefox un ottimo modo per provare un saggio delle capacità informatiche attuali.
Il distaccamento di Firefox dal System lo rende particolarmente sicuro e stabile, e i continui aggiornamenti lo mettono al riparo da qualsiasi pecca ne possa uscire. In meno di 6 mesi Firefox ha sbaragliato il concorrente MS mettendolo sotto il 90% dopo anni, e promettendo altre novità. Mentre vengono scritte queste righe (Aprile 2005) l'attuale versione è la 1.0.2, ma già la versione 1.3 è attesa prima dell'estate e la versione 1.5 (o 2.0) entro l'anno. Sempre gratuita e per tutti.

Safari e il WebKit (Download)

Quando nel 2000 fu presentato al mondo Mac OS X il browser di riferimento era Internet Explorer 5 MacEdition. A breve nacquero altri browser compatibili per il nuovo System, tra i quali Omniweb, Opera, Camino e Netscape/Mozilla.
Con l'imminente chiusura dell'accordo MS/Apple si vociferava di un browser interno di Apple, e i più erano convinti che il predestinato sarebbe stato Chimera (ora Camino), prodotto costruito dal motore di Mozilla Geko e le API (caratteristiche di interfaccia) di Apple.
Più che voci trafugate da chissà quale fonte, era una deduzione logica, dato che il browser era già esistente, ed Apple doveva solo implementarlo e dargli un look più propietario.
Invece Steve Jobs al keynote del 2003 sorprse tutti annunciando che il nuovo browser si sarebbe chiamato Safari e che nasceva dal progetto Konqueror, browser dal motore proprietario (o open source) famoso in ambiente Linux.
Non sapremo mai se la scelta è stata la migliore, ma di certo Safari è un ottimo progetto, il rendering è molto buono (non come Geko ma superiore a quello MS) e la compatibilità sufficente a renderlo ad oggi il più usato dai Macuser, cosi che anche il fenomero Firefox, pur sentito, passa in secondo piano (la lotta tra i due e quasi ad armi pari, mentre in ambiente PC Firefox è anni avanti al concorrente).
Ma il maggiore pregio di Safari è nella interfaccia: le API Apple sono senza dubbio le migliori e il prodotto ha un look&feel incredibilmente seducente, pur sensa estensioni o skin. Qualsiasi cosa è a portata di mano e i comandi sono al posto giusto al momento giusto. Il motore di ricerca si arricchisce presto di molti altri inseribili tramite freeware e la gestione dei bookmark è "ovvia" a tal punto da porsi delle domande sul passato. L'imminente rilascio del nuovo System (10.4) porterà un nuovo Safari con la compatibilità RSS, difetto che più preme al momento. Il successo è tale che nel 2004 Microsoft annuncia che per Mac la versione di Internet Explorer (5.2.x) non verrà ulteriormente sviluppata lasciando strada a Safari e a Firefox. Mentre vengono scritte queste righe si sa che nella distribuzione ufficiale di Tiger (MacOS 10.4) non è incluso Internet Explorer (comunque scaricabile dal sito MS).
Ma un prodotto tanto seducente può essere privo di difetti? Safari non ha il pregio di essere indipendente dal System: per cui gli aggiornamenti del browser seguono obbligatoriamente quelli di MacOS, che è un prodotto a pagamento. Evidentemente Apple ha considerato la presenza di Firefox/Camino come alleati, piuttosto che rivali.
PS: Safari è costruito mediante una serie di applicazioni che ne costruiscono l'interfaccia sul motore di rendering. Apple mette a disposizione di tutti gli acquirenti di Mac OS X gli strumenti per eseguire progetti che si basino sul motore di Safari e sulle API di Mac OS X: nascono così progetti indipendenti come Shiira e SunriseBrowser sui quali torneremo più avanti, e Camino, che invece usa il rendering di Firefox.

Opera (Download)

Nel 1994 un gruppo di ricercatori Norvegesi sviluppò un browser interno per Telenor, azienda telefonica locale. Il prodotto ebbe molto successo tanto che l'anno successivo il brand fondò una società e nel 1997 Opera 2.1 era un prodotto indipendente e una realtà concreta.
Fedele ai suoi natali nord europei, Opera nasce come un prodotto solido e robusto, dotato di una interfaccia semplice e concreta: sin da subito si presenta coma un programma all'avanguardia nel settore, ma la sua presenza nella rivalità tra Netscape e IE è sempre marginale, anche a causa del fatto che Opera è un prodotto a pagamento (l'attuale versione 8 costa 25 dollari).

Aggiornamento: Opera ha annunciato la versione 8.5 che diviene free!

La reputazione nel tempo è quella di un browser ultra-sicuro e per questo era la scelta preferita dei navigatori business prima dell'avvento di Firefox. Un punto certamente a favore di Opera é quello riguardante l'accessibilità. la gestione degli stili lato utente è fantastica e praticissima, e basta un semplice comando da menu per navigare con le proprie preferenze visive applicate a tutte le pagine (il che favorisce non poco gli utenti disabili). Tutte le altre caratteristiche del browser lo pongono certamente all'avanguardia nel settore, con forse un feeling troppo nordico e poco trendy per contrastare Firefox, obbiettivo che comunque non è nei piani dell'azienda.
La società sta puntando molto sull'evoluzione dei media che navigano in internet e il prodotto è progenitore per quanto riguarda i device mobili: Opera produce una versione mobile proprio per i cellulari basati su SymbianOS. Inoltre si è proposta con successo come motore di browsing principale per il mercato development: è attualmente il motore di browsing di default della suite Adobe CS2 (e del prodotto Adobe Elements 3), dove trovano posto le ultime release di Photoshop e Illustrator.

Camino (Download)

Quando nacque il progetto Mozilla, per la rifondazione di Netscape e la nascita di un valido concorrente per Internet Explorer, il codice fu reso libero alla comunità OpenSource.
Mentre la maggior parte degli sviluppatori lavorava su Geko e sulla compatibilità, una parte di MacUser si impegnava a rendere il tutto tramite la migliore interfaccia possibile, quella di Mac OS X: nasceva così Chimera, poi ribatezzato Camino.
Il browser ebbe i suoi momenti di gloria quando Mac OS X era ancora nelle prime versioni, Internet Explorer era un browser cronicamente instabile, lento e macchinoso, Safari non esisteva e le alternative (Opera e Omniweb) erano a pagamento. Con l'annuncio di Safari prima e Firefox poi l'uso di Camino è divenuto per pochi, smaliziati, utenti Mac esigenti e volenterosi, pur pazienti (la versione ufficiale è attualmente la 0.83, Aprile 2005). Ma a conti fatti Camino è oggi il miglior browser per la piattaforma Macintosh: lo stesso rendering di Firefox, l'interfaccia che usa le API di Safari, la leggerezza di una applicazione indipendente e una comunità di utenti Mac dietro. Camino ha tutto quello che si desidera in un browser moderno: tab, scorciatoie da tastiera (condivise con Safari 2.0), menu contestuali, velocità, compatibilità, accesso al portachiavi di Mac OS X. In poche parole, quando Safari o Firefox piacciono ma suscitano qualche perplessità in un campo o nell'altro, Camino è la soluzione. Camino inoltre ha caratteristiche uniche, come la capacità di salvare immagini da un sito apparentemente protetto o con codice asp/php non privo di errori. Il menu contestuale funziona egregiamente, con un comando copy immagine che diventa indispensabile dopo pochissimo.
Ovviamente, anche di chi scrive queste righe.

PS: Per i più coraggiosi, è consigliata la Nightly build, una versione in sviluppo del prodotto, disponibile sul sito: apparentemente meno stabile, la versione presenta le innovazioni che verranno introdotte con le future release. Per i più diffidenti, Camino presenta una funzione di importazione ed esportazione dei bookmark da e verso Safari.

Lynx

Sembrano passati secoli, invece Internet ha poco più di 10 anni. E se ci si guarda indietro si scoprono alcuni nomi che, prima di altri, hanno contribuito a rendere Internet quella che è: Lynx, browser testuale oggi ancora usato, e Mosaic, storico primo browser "Moderno" in grado di mostrare testo e grafica.
Lynx nasce nel 1992 presso il CERN come browser testuale (senza immagini). La banda diffusa in quel tempo e l'uso pressochè universitario di Internet (e Militare) ne fanno uno strumento ideale sia per l'hardware disponibile che per lo scopo. L'interfaccia spartana è costruita per essere usata senza mouse ma è sapientemente configuarabile e il suo engine si è adattato, con gli anni, a molti sistemi operativi come Windows, Unix, Linux, Mac OS X e Solaris. Con il passare del tempo Lynx vede nascere molti altri browser dalle caratteristiche più diverse e assiste impassibile alla guerra tra Netscape e Internet Explorer dal suo angolo solo testuale, dato che la sua presenza è marginale ma stabile.
Al giorno d'oggi Lynx è divenuto uno strumento fondamentale per lo sviluppo di una pagina web. Navigare un sito con questo browser da una idea di come il sito viene "visto" da un navigatore cieco: una persona disabile che usa strumenti di lettura dei testi, ignora completamente le immagini, ma trae le informazioni dei commenti alle stesse, se l'autore li ha previsti. Il tutto assume una importanza fondamentale se considerato che il più grande utente cieco del mondo è anche l'utente più importante in assoluto: il suo nome è Google, ed è il motore di ricerca più importante ad oggi. I suoi "spiders", i programmi che scansionano tutte le pagine web, navigano come navigherebbe un utente non vedente, e registrano pareri più favorevoli quanto più chiara e semplice è una pagina senza immagini e grafica.
Lynx è il modo per vedere le pagine web come le vede Google.

Mosaic

A giugno del 1993 i siti presenti in Internet sono circa 130. A marzo del 1994 sono diventati 1200: l'autore di questa esplosione è un piccolo software capace di fare quello che altri prodotti dell'epoca non erano in grado di realizzare, mostrare il codice HTML con grafica e una piccola impaginazione. Marc Andreessen ed Eric Bina, i due fondatori del pacchetto, rilasciano la prima versione nel febbraio del 1993 ed è furore. Ad Aprile '94 Marc Andreessen e Jim Clark creano la Mosaic Communications Corporation, ma già a Natale diventa Netscape: Internet così come lo conosciamo noi è praticamente nato, e il fenomeno "New Economy" è pronto per partire. Il World Wide Web diventa un fenomeno di massa, e dapprima i grandi network online di allora (AOL, CompuServe) offrono abbonamenti, poi verso la fine degli anni 90 il fenomeno dilaga in tutto il mondo e anche alle società più piccole, molti altri browser nascono all'orizzonte e Microsoft affonda Netscape sino alla rinascita di Firefox, pronipote di quel piccolo software scritto da due ragazzini americani all'università.
Ironicamente, Mosaic è nato come successore della generazione di browser solo testuali, ma a più di dieci anni il progetto ha preso piede ma è in continuo rinnovamento, mentre Lynx è ancora fermo alle tecnologie che l'hanno creato e considerato fondamentale. Questo potrebbe far pensare che Internet, in questi anni, è cresciuto molto sul lato presentazionale e poco in quello dei contenuti: ma parlare di questo significherebbe andare fuori tema...

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